25 mar 2009

Esteri e Lattoni

ESTERI E LATTONI

Nella struttura degli esteri sono chiaramente visibili due particolari raggruppamenti atomici: il gruppo acile, derivante da un acido carbossilico ed un gruppo alcossido, derivante da un alcol. 


La loro formazione può quindi essere ottenuta promuovendo una reazione di condensazione tra un acido carbossilico ed un alcol, un processo generalmente catalizzato da una piccola quantità di acido forte, dove si produce anche un equivalente di H2O:





E’ un processo di equilibrio che può essere indirizzato verso la formazione dei prodotti aumentando la concentrazione di uno dei reagenti (di solito il meno pregiato) oppure rimovendo uno dei prodotti di reazione, di solito l’H2O se l’estere ha un punto di ebollizione più alto. 


Una analogia dalla chimica inorganica che può aiutare a comprendere il principio dell’equilibrio mobile, considerando il caso dell’idrossido ferrico, un idrossido particolarmente insolubile:






Se si vuole aumentare la concentrazione di Fe3+ in soluzione, basta aggiungere un acido forte, il quale, sottraendo OH- all’equilibrio, determina uno spostamento verso destra dell’equilibrio stesso, favorendo lo scioglimento dell’idrossido ferrico.


Sono possibili anche processi di esterificazione intramolecolari, nei quali sia la funzionalità carbossilica che quella alcolica sono presenti sulla stessa molecola. In questo modo a partire da idrossiacidi si ottengono esteri ciclici definiti lattoni. 


Cosi se si parte dall’acido 3-idrossibutirrico si ottiene il corrispondente beta-lattone. 

Analogamente partendo da 4-idrossiacidi e 5-idrossiacidi si ottengono i corrispondenti gamma- e delta-lattoni rispettivamente. I beta-lattoni sono poco stabili e quindi poco diffusi in natura, mentre i gamma- e i delta-lattoni variamente sostituiti sono largamente diffusi in natura e costituiscono una delle principali componenti odorose di molti frutti e vegetali.









Come già osservato, le ammine mostrano caratteristiche basiche poiché dispongono di un doppietto di elettroni sull’atomo di azoto, capace di formare un legame con un protone. Compariamo le proprietà acido-base di acido acetico, etilammina e acetammide:








Si osserva che l’acido acetico sciolto in H2O produce una soluzione acida mentre la etilammina produce una soluzione basica. Di contro aggiungendo acetammide all’H2O non si osserva alcuna variazione di pH. Dobbiamo quindi concludere che il doppietto di elettroni sull’azoto non è disponibile. Perché?

Per l’acetammide si può scrivere una struttura limite di risonanza a separazione di carica, che di fatto impegna il doppietto non condiviso sull’azoto. Questa situazione si può realizzare solo se l’atomo di azoto è ibridato sp2 ed il doppietto è quindi presente in un orbitale p. Questa è la condizione necessaria per la formazione di un doppio legame








Con l’ibridazione sp2 anche dell’atomo di azoto si costringono tutti gli atomi legati al gruppo ammidico a disporsi sullo stesso piano. In seguito, studiando le proteine, si potrà osservare come questa condizione influenza la loro struttura tridimensionale.

Al fine di chiarire meglio il concetto di risonanza, consideriamo uno ione molto comune: lo ione carbonato: CO32-





Questa struttura è stata considerata corretta fino a quando non si è avuto a disposizione un struttura ottenuta con i Raggi X su cristalli di carbonato di calcio. 


Si è osservato che le distanze carbonio-ossigeno sono tutte uguali. Di conseguenza la struttura reale si può descrivere come ibrido di risonanza di tre strutture equivalenti, isoenergetiche. Ogni atomo di ossigeno è legato al carbonio centrale da un legame che è un ibrido tra uno doppio (1/3) e uno singolo (2/3) e su ognuno di essi è collocata 2/3 di carica negativa. I tre atomi di ossigeno sono cosi identici:








Spesso in chimica organica osserviamo fenomeni che non sono descrivibili unicamente invocando le strutture limite di risonanza ma occorre considerare anche aspetti più propriamente elettronici. 


Consideriamo a esempio la seguente scala di acidità osservata per gli acidi acetici cloro-sostituiti:







Le strutture di risonanza degli ioni carbossilato in questo caso non riescono a spiegare da sole differenza di acidità così marcate. Poiché il cloro è più elettronegativo del carbonio, il legame C-Cl è polarizzato con un delta- sull’atomo di cloro e un delta+ sull’atomo di carbonio. 


Gli elettroni del carbossilato sono attratti verso l’atomo di cloro e questo effetto è tanto più marcato quanto maggiore è il numero di atomi di cloro. Si realizza così una stabilizzazione extra degli ioni cloro-acetato rispetto allo ione acetato, producendo l’aumento di acidità osservato.

19 mar 2009

Alcoli

GRUPPI FUNZIONALI


Alcoli primari, secondari e terziari. 1-butanolo, 2 butanolo, 2-metil-2-propanolo





Metanolo ed Etanolo. Tossicità del metanolo. Solubilità in acqua. Formazione di legami idrogeno. Diminuzione della solubilità all'aumentare del numero di atomi di carbonio. Ossidazione degli alcoli: quelli primari sono ossidati fino a acidi carbossilici via aldeidi; quelli secondari si ossidano a chetoni; quelli terziari non si ossidano.






Aldeidi e chetoni: struttura. Ibridazione sp2 del carbonio carbonilico. Nomenclatura. Propanone, 2-butanone, 2-pentanone, 3-pentanone. Chetoni ciclici: cicloesanone, ciclopentanone






Composti organici contenenti C,H,N: 


Ammine primarie secondarie e terziarie. Nomenclatura. L'atomo di azoto (configurazione elettronica nello stato fondamentale 1s2-2s2-2p3) è ibridato sp3. Il quarto orbitale ibrido che non forma legami sigma con altri atomi contiene la coppia di elettroni solitaria. 

La presenza di questa coppia di elettroni è disponibile per legare all'azoto un protone o può essere ceduta ad atomi elettron-deficienti. Questa caratteristica rende le ammine sostanze di natura basica.






Acidi carbossilici, Esteri ed Ammidi. Nomenclatura. Le ammidi non hanno caratteristiche basiche. L'atomo di azoto è ibridato sp2 ed il doppietto di elettroni di non legame è situato in un orbitale p. Questa condizione rende possibile l'instaurarsi di una struttura limite di risonanza a separazione di carica in cui è presente un parziale carattere di doppio legame tra l'azoto ed il carbonio carbonilico. 

Le ammidi dunque sono più stabilizzate per risonanza rispetto agli altri composti in cui è presente un gruppo acile. La stabilizzazione per risonanza del gruppo ammidico ha conseguenze enormi nella chimica delle proteine e quindi in tutta la biochimica.






Confronto tra l'acidità di un alcol e quella di un acido carbossilico.



Nello ione alcossido, che deriva dall'etanolo dopo la cessione di un protone, la carica negativa è localizzata sull'unico atomo di ossigeno presente: nello ione carbossilato la carica negativa si delocalizza su entrambi gli ossigeni presenti e l'anione risulterà stabilizzato per risonanza da due forme limite equivalenti

Essendo lo ione carbossilato più stabile dello ione alcossido, la sua energia sarà più bassa e di conseguenza sarà presente in maggiore quantità all'equilibro. Questo spiega perché gli acidi carbossilici, in acqua, mostrano una acidità circa 10 miliardi di volte maggiore degli alcoli.

Ibridazione

Ibridazione dell'atomo di carbonio


combinazione dell'orbitale 2s con due dei 3 orbitali 2p. Formazione degli ibridi sp2. Geometria trigonale planare. 
Alcheni, CnH2n. Etilene







Formazione di doppi legami; Legami sigma: sovrapposizione degli orbitali sp2-sp2 lungo l'asse internucleare. Formazione dei legami pi-greca: sovrapposizione degli orbitali p rimanenti sopra e sotto l'asse internucleare








L'etilene: angoli e distanze di legame. Geometria trigonale planare











Idrocarburi contenenti più doppi legami: dieni e polieni. Alcheni: impossibilità di rotazione attorno ad un doppio legame: l'emergere della l'isomeria geometrica. Il caso del 2-butene: doppi legami con geometria cis e con geometria trans.











Ibridazione dell'atomo di carbonio: combinazione dell'orbitale 2s con uno dei 3 orbitali 2p. Formazione degli ibridi sp. Geometria lineare. Alchini, CnH2n-2. Acetilene










Formazione di tripli legami: angoli e distanze di legame; Legami sigma: sovrappasizione degli orbitali sp-sp lungo l'asse internucleare. Formazione di due legami pi-greca: sovrapposizione degli orbitali p rimanenti sopra e sotto l'asse internucleare e lateralmente







Composti organici contenenti C,H,O: Gli alcoli. Gli eteri. I composti carbonilici: aldeidi e chetoni. Gli acidi carbossilici e gli esteri. Nomenclatura.





13 mar 2009

Introduzione alla Chimica Organica



Introduzione alla Chimica Organica


La chimica generale, la chimica organica, la biochimica - un capitolo della chimica organica. Introduzione alla Chimica Organica. Atomi e molecole. Numero atomico e numero di massa. Isotopi. Idrogeno deuterio e trizio. 12C, 13C e 14C. 238U e 235U. Cenni di nucleosintesi. 


 La Tavola periodica. I principali atomi che si incontrano nella chimica organica.








l nucleo atomico







Cenni di Meccanica Quantistica. Numeri quantici: La forma degli orbitali









Riempimento dei gusci elettronici









Il legame tra atomi. Formazione di molecole stabili









Il legame chimico: Elettronegatività. Legami covalenti apolari, legami covalenti polari, legami ionici.









Le molecole organiche. Carbonio. Configurazione elettronica: 1s2-2s2-2p2. Grafite e diamante. Il metano: rappresentazione geometrica. Incongruenza tra evidenze sperimentali ed utilizzo degli orbitali atomici del carbonio. 
Il carbonio tetraedrico.












Formazione di orbitali ibridi. Ibridi sp3.







Legami singoli. Legami carbonio-idrogeno e carbonio-carbonio utilizzando gli ibridi sp3. L'etano











Idrocarburi. Alcani: propano e butano. Formule molecolari e formule di struttura. Rappresentazione grafica. Software ACD-chemSketch









Formule di struttura. L'emergere della isomeria strutturale. Butano e isobutano. Pentano, 2-metilbutano e 2,2-dimetilpropano. Radicali Alchilici : Metile, Etile, propile etc.









Cicloalcani: ciclopropano e ciclobutano.









La nomenclatura della molecole organiche. La necessità di dare un nome alle molecole. Regole fondamentali: individuazione della catena carboniosa più lunga, numerazione. Primi esempi. Cloroetano; 1,1-dicloroetano; 1,2-dicloroetano; 1,1,2-tricloroetano.